martedì 2 giugno 2009

Ernst Haeckel e la Vita delle Forme

Ernst Haeckel è stato uno dei primi e dei principali esponenti del darwinismo in Germania, che egli interpretò, e in parte corresse, soprattutto sotto l'influenza della filosofia della natura di Goethe. Il darwinismo rappresentava per Heckel non solo una teoria scientifica e filosofica, ma anche uno strumento di liberazione politica e religiosa. Egli concepì una morfologia strettamente meccanicistica, come parte integrante, con la chimica e la fisica, della scienza della natura: forma, materia e forza.

Haeckel fu anche un grande disegnatore e pensatore, viaggiava in tutto il mondo per scoprire e descrivere organismi marini molto primitivi ma anche per analizzare la loro strabiliante bellezza e ricchezza vitale. Tra i numerosi libri che ha pubblicato con molto successo spicca “Forme artistiche della natura” (Kunstformen der Natur, 1904), volume dedicato interamente alle forme di vita marina e famoso specialmente per le sue tavole che illustrano meduse, radiolari, coralli e organismi minimali in uno stile così particolare capace di far diventare questi organismi simboli di un’estetica della natura, sviluppata su presupposti scientifici e su un’innata pulsione artistica.

Per questo libro Haeckel ha dipinto gli organismi marini generalmente con colori vivaci su sfondo scuro, sottolineando la loro struttura simmetrica con composizioni molto studiate ed armoniche. Dedicava grande attenzione ai dettagli e ai colori, rivelando un mondo incredibilmente affascinante, di una bellezza immateriale come le vetrate di certe cattedrali gotiche. Le sue tavole da disegno, infatti, sono diventate anche fonte di ispirazione per l’Art nouveau per artisti come René Binet e Louis Comfort Tiffany.
Riuscì a trasformare così i suoi studi non in asettiche descrizioni specialistiche, da laboratorio, ma in composizioni di forme in quanto tali, forme organiche, di certo, ma assolutamente valide dal punto di vista estetico. Icone organiche, appunto, trionfo dell’ornamento vitale in una natura che forgia, come l’arte e più dell’arte, forme valide e perfette che lo scienziato-artista riporta al principio di simmetria.

A sottolineare la validità e la bellezza di tali incisioni, di questi esseri viventi analizzati in quanto forme vitali, se guardate bene nel post precedente, troverete una tavola del libro, inserita per sbaglio tra le immagini, forse in virtù della morfologia circolare degli elementi, ma poi volutamente lasciata per far intendere come poi tutte le forme (antiche e moderne, naturali o artificiali) si possano ricollegare ad un’unica estetica della simmetria.

Qui tutte le tavole.

Cfr: E. Canadelli, Icone organiche. Estetica della natura in Karl Blossfeldt ed Ernst Haeckel.

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HAECKEL

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René Binet’s designs for electric lighting, Paris Louis Comfort Tiffany agrafe-rene

Ecstasy style

Poiché l’immagine è ovunque e giustamente si parta di cultura visuale, ogni segno non può che essere rivelatore o ingannatore, ogni simbolo non può che comunicare o illudere, ogni figura rimandare inconsciamente a qualche altra cosa, ogni colore stimolare la fantasia e la voglia, ancor più se l’oggetto in questione è una droga, l’ecstasy, che ha un taget ben preciso.

La MetilenDiossiMetaAnfetamina, il principio attivo dell'Ecstasy, è stata sintetizzata per la prima volta nel 1912 dai laboratori Merck.

L'MDMA ha conquistato popolarità soltanto a partire dagli anni ‘80 principalmente negli USA, grazie alla sua capacità di abbassare lo stato di ansia e la resistenza psichica dei soggetti, nonché per le sue proprietà sedative. Ha poi gradualmente conquistato una grande popolarità come club drug, a causa dei suoi effetti stimolanti ed empatogeni.

Bene, i disegni ed i colori brillanti sono utilizzati appositamente per rendere la sostanza stupefacente più invitante e suscitare meno refrattarietà nel consumatore (soprattutto occasionale); i simboli sono così un elementare ed efficiente sistema comunicativo che trasformano la pasticca tanto pericolosa in una banale caramella.

Lungi da fare apologie, in questa rapida carrellata di immagini, attraverso contrasti e similitudini, voglio semplicemente mettere in evidenza la pericolosa qualità estetica di queste apparenti innocue pasticche: la forma circolare, i colori primari, simboli e loghi famosi (es. Mercedes, Chanel, Ferrari, Playboy) o semplicemente elementi base a contorno o emoticon, allegorie minimali ed immediate (simbolo del dollaro=abilità negli affari; farfalla=innocenza, ma anche elevazione in quanto simbolo dell’anima; corona=potere, cuore=fortuna in amore, addirittura il simbolo PAX).

Il loro impatto visivo infatti, se ci ragioniamo bene, ha origini ben più antiche, da quando l’uomo stampava immagini significanti sulle proprie monete, per passare alle allegorie delle medaglie romane, ai sigilli medievali ed imperiali, alle bolle e alle filigrane, per arrivare infine ai loghi moderni ed ai moderni farmaci, così ironicamente esaltati da Hirst.

Se andate su questo sito osserverete, sganciando le figure dal contenitore, la varietà di immagini, colori, simboli, loghi impressi su tali micidiali droghe. Anche queste sono immagini, ancor più pericolose se poco considerate.

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Ecstasy

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lunedì 1 giugno 2009

Gloomy Sunday

Per il “9 festival for fashion and photography” (a Vienna dal 9 giugno), la rivista Drome, rivista d’arte contemporanea e realtà dell’editoria italiana tra le più intraprendenti ed innovative, ha organizzato un evento che lega la fotografia con il tema della morte e dell’arte. Protagonista dell’esposizione nelle sale del Museo MAK di Vienna, attraverso anche video, performance e installazioni, sarà uno dei fotografi italiani di moda più apprezzati, Angelo Cricchi. Il progetto si intitola “Gloomy Sunday. Imaginary Portraits of Women who chose Death” e intende rivivere il fascino di donne straordinarie che si sono tolte la vita attraverso dei ritratti immaginari sofisticati, conturbanti, poetici, in un’atmosfera cupa e sofisticata. Ecco allora Diane Arbus, Sylvia Plath, Sarah Kane, Jean Seberg, Dalida, Capucine, Didone, Cleopatra, Giulietta, e molte altre, che hanno scelto, in tempi diversi, la fine in questo gesto estremo.

Le fotografie, molto curate, sono altamente affascinanti anche perché intrise di rimandi e citazioni del mondo dell’arte; engrammi appunto e reminiscenze.

kalo-cricchi Frida kalo, la colonna spezzata

Cheyenne Brando-cricchi Bellini-pietà

Ophelia-cricchi ophelia-john Millais

Saffo-cricchi Collier-lady godiva

giulietta-cricchi Cranach lucas-lucrezia

Alfonsina storni-cricchi Friedrich1808

Antonia pozzi-cricchi 800px-Caspar_David_Friedrich_019Donna davanti al tramonto del sole

Qui il bellissimo teaser dell’esposizione.

Nature “morte”

Dalla mano degli artisti della Geliografic, studio grafico con sede a Mosca, seguendo la tradizione del grande colorismo russo di fine ‘800, sono uscite queste nature morte nel vero senso del significato.

L’idea, anche se non molto originale nel creare un cortocircuito visivo e spiazzante, è stata realizzata con grande maestria tecnica (da notare la diversificazione geografica delle varie nature, con annesse armi tipiche).

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Se vogliamo, però, a livello di armi sono molto più spiazzanti le sculture per bambini di Shi Jinsong, artista cinese il cui lavoro viene descritto come "un dialogo, allo stesso tempo minaccioso e ironico, tra le forme della mitica cultura cinese moderna e la globalizzazione " (anche della violenza).

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