giovedì 4 giugno 2009
Cerveira Art Biennial
mercoledì 3 giugno 2009
Pathosformel (2 – Indicare)
“E piacemi sia nella storia chi ammonisca e insegni a noi quello che ivi si faccia, o chiami con la mano a vedere…” (Leon Battista Alberti, De Pictura).
Il gesto che indica, ovvero l’indice puntato, è uno dei segni più espliciti che si incontrino nella rappresentazione artistica (autoaffermazione di se, del proprio potere o autorità, ammonimento, richiesta di attenzione, accusa, indicare una direzione, invocare il trascendente, ecc.); gesto fondamentale di attribuzione o monito che si configura quindi come una forma patetica ben precisa e rivelatrice di significati, anche quando dall’immagine vera e propria si passa alla realtà; il suo significato quindi varia non solo in base al contesto ma anche alla posizione, alla condizione o allo stato del personaggio. Questa piccola carrellata ne è solo un limitato esempio.
Sky art
Sono delle formazioni di nuvole non ancora classificate, sono state viste sull'Inghilterra, da Snowdonia alle Scottish Highlands, e sull'altra estremità del mondo, in Nuova Zelanda, e il loro nome è "Asperatus", termine latino che si può rendere con "tempestoso", "ruvido","accidentato". Al di la del loro mistero le immagini mi hanno colpito per la vividezza dei colori e delle forme che queste nubi riescono a creare. Delle vere e proprie opere di “sky art”.
Qui per altre foto.
E se siete anche voi amanti delle forme delle nuvole e sognatori con la testa per aria vi consiglio questo sito che offre un’incredibile banca dati di immagini, come potete vedere dagli esempi (merito naturalmente anche dei fotografi).
martedì 2 giugno 2009
"The Architect's Brother"
"The Architect's Brother" è una serie di 42 fotografie del 2002 di Robert e Shana ParkeHarrison, suggestive nell’evocare un destino in cui l’eccessivo abuso dell’umanità sulla terra ha portato ad un ambiente spoglio e abbandonato, ma ancora abitato da malinconici spiriti infaticabili. Tra dolcezza, malinconia, utopia e desolazione, fotografie che colpiscono forse anche per il loro stile così surreale e retrò.
Ernst Haeckel e la Vita delle Forme
Ernst Haeckel è stato uno dei primi e dei principali esponenti del darwinismo in Germania, che egli interpretò, e in parte corresse, soprattutto sotto l'influenza della filosofia della natura di Goethe. Il darwinismo rappresentava per Heckel non solo una teoria scientifica e filosofica, ma anche uno strumento di liberazione politica e religiosa. Egli concepì una morfologia strettamente meccanicistica, come parte integrante, con la chimica e la fisica, della scienza della natura: forma, materia e forza.
Haeckel fu anche un grande disegnatore e pensatore, viaggiava in tutto il mondo per scoprire e descrivere organismi marini molto primitivi ma anche per analizzare la loro strabiliante bellezza e ricchezza vitale. Tra i numerosi libri che ha pubblicato con molto successo spicca “Forme artistiche della natura” (Kunstformen der Natur, 1904), volume dedicato interamente alle forme di vita marina e famoso specialmente per le sue tavole che illustrano meduse, radiolari, coralli e organismi minimali in uno stile così particolare capace di far diventare questi organismi simboli di un’estetica della natura, sviluppata su presupposti scientifici e su un’innata pulsione artistica.
Per questo libro Haeckel ha dipinto gli organismi marini generalmente con colori vivaci su sfondo scuro, sottolineando la loro struttura simmetrica con composizioni molto studiate ed armoniche. Dedicava grande attenzione ai dettagli e ai colori, rivelando un mondo incredibilmente affascinante, di una bellezza immateriale come le vetrate di certe cattedrali gotiche. Le sue tavole da disegno, infatti, sono diventate anche fonte di ispirazione per l’Art nouveau per artisti come René Binet e Louis Comfort Tiffany.
Riuscì a trasformare così i suoi studi non in asettiche descrizioni specialistiche, da laboratorio, ma in composizioni di forme in quanto tali, forme organiche, di certo, ma assolutamente valide dal punto di vista estetico. Icone organiche, appunto, trionfo dell’ornamento vitale in una natura che forgia, come l’arte e più dell’arte, forme valide e perfette che lo scienziato-artista riporta al principio di simmetria.
A sottolineare la validità e la bellezza di tali incisioni, di questi esseri viventi analizzati in quanto forme vitali, se guardate bene nel post precedente, troverete una tavola del libro, inserita per sbaglio tra le immagini, forse in virtù della morfologia circolare degli elementi, ma poi volutamente lasciata per far intendere come poi tutte le forme (antiche e moderne, naturali o artificiali) si possano ricollegare ad un’unica estetica della simmetria.
Qui tutte le tavole.
Cfr: E. Canadelli, Icone organiche. Estetica della natura in Karl Blossfeldt ed Ernst Haeckel.
Ecstasy style
Poiché l’immagine è ovunque e giustamente si parta di cultura visuale, ogni segno non può che essere rivelatore o ingannatore, ogni simbolo non può che comunicare o illudere, ogni figura rimandare inconsciamente a qualche altra cosa, ogni colore stimolare la fantasia e la voglia, ancor più se l’oggetto in questione è una droga, l’ecstasy, che ha un taget ben preciso.
La MetilenDiossiMetaAnfetamina, il principio attivo dell'Ecstasy, è stata sintetizzata per la prima volta nel 1912 dai laboratori Merck.
L'MDMA ha conquistato popolarità soltanto a partire dagli anni ‘80 principalmente negli USA, grazie alla sua capacità di abbassare lo stato di ansia e la resistenza psichica dei soggetti, nonché per le sue proprietà sedative. Ha poi gradualmente conquistato una grande popolarità come club drug, a causa dei suoi effetti stimolanti ed empatogeni.
Bene, i disegni ed i colori brillanti sono utilizzati appositamente per rendere la sostanza stupefacente più invitante e suscitare meno refrattarietà nel consumatore (soprattutto occasionale); i simboli sono così un elementare ed efficiente sistema comunicativo che trasformano la pasticca tanto pericolosa in una banale caramella.
Lungi da fare apologie, in questa rapida carrellata di immagini, attraverso contrasti e similitudini, voglio semplicemente mettere in evidenza la pericolosa qualità estetica di queste apparenti innocue pasticche: la forma circolare, i colori primari, simboli e loghi famosi (es. Mercedes, Chanel, Ferrari, Playboy) o semplicemente elementi base a contorno o emoticon, allegorie minimali ed immediate (simbolo del dollaro=abilità negli affari; farfalla=innocenza, ma anche elevazione in quanto simbolo dell’anima; corona=potere, cuore=fortuna in amore, addirittura il simbolo PAX).
Il loro impatto visivo infatti, se ci ragioniamo bene, ha origini ben più antiche, da quando l’uomo stampava immagini significanti sulle proprie monete, per passare alle allegorie delle medaglie romane, ai sigilli medievali ed imperiali, alle bolle e alle filigrane, per arrivare infine ai loghi moderni ed ai moderni farmaci, così ironicamente esaltati da Hirst.
Se andate su questo sito osserverete, sganciando le figure dal contenitore, la varietà di immagini, colori, simboli, loghi impressi su tali micidiali droghe. Anche queste sono immagini, ancor più pericolose se poco considerate.
Ecstasy
